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Aggiornato: 7 ottobre 2025
E tutti si misero a ridere; poi un uomo si fece innanzi appoggiato al badile con un atteggiamento dottorale e mi disse: Ce lo metterebbe lei il suo scrigno, laggiù nei campi? Il letamaio, si figuri che sia il nostro scrigno; è di lì che caviamo quel poco pane. Se lo mettiamo lontano, come si fa a sorvegliarlo perchè non ce lo rubino? Ma intanto qui l'aria si guasta, ed i bambini muoiono.
Volete che venga a leggervi l'Ortolano dirozzato? No, no, mi rispose ridendo, quello dovete leggerlo voi solo, come eccitante al lavoro dei campi... come calmante di certe passioni.... E come sonnifero, io soggiunsi, più potente dell'oppio! Quanto ne avete letto finora? Cinque pagine. Cinque pagine in più d'un anno!... Che volete!... non mi entra nel cervello. Avete dunque la testa dura?
Erano i Mollak nei campi dei Saraceni quello che sono nei nostri i cappellani militari, se non che avevano alcuni attributi più cospicui, come essere consultati negli affari civili, sedere secondi dopo gli Amiri nelle assemblee militari, avere reputazione di sapienti, e molti altri che troppo vi vorrebbe a numerare.
Roberto avea consentito di vivere con Diana e il Venosa. Ma passava il più del tempo, anche nel cuor dell'inverno, solitario in una villa del Venosa. Andava spesso nella cappella di Mondrone, di cui i campi e lo splendido parco erano stati venduti ad altri proprietari, e ripensava al giorno in cui v'era entrato per sposare Enrica innanzi al vecchio abate.
Ma mi faceva l'impressione di uscire da una casa tepida, agiata, elegante, per correre lungo campi e boschi nel furore d'un uragano, ad inebriarmi delle tremende bellezze della natura in burrasca. Era la tempesta con le sue grandi emozioni, le sue fiere bellezze, ma con tutti i suoi danni ed i terrori e le repulsioni che inspira.
Parlando della montagna, l’aggettivo che meglio combina col sostantivo estate è quello di sonora. Calda sulle Alpi l’estate non è da per tutto nè sempre, verde nemmeno; la grande estate dei classici non mi pare possa salire oltre i cinquecento metri d’altezza, nè convenire a luoghi angusti e nettamente limitati. Arsa l’Alpe non è quasi mai e mai la valle. Bionda non può essere una terra dove i pochi campi di biade sembrano piccole pezzuole stese al sole in un prato immenso; mentre invece dalle punte più ardue del Monte Bianco e del Monte Rosa fino all’ultima falda delle montagne (montagne, non colline), digradanti al piano, la stagione estiva canta, mormora, bisbiglia, echeggia, rimbomba, e tralascio l’infinita variet
Quindi, sparpagliatisi per le case e pei campi, ritornarono in piazza con frutti, radici e pane di cassava. Vollero ancora che visitassero le loro capanne, portandoci la benedizione del cielo, e li pregavano di rimanere a lungo loro ospiti. Udito dall’interpetre che amavano i pappagalli, ne recarono molti addomesticati. Non oro, ahimè, non oro, che i figli del cielo anteponevano ai pappagalli.
Vago di gloria e di virtù, sprezzai Riposo ed or ne la magion paterna, E tra queste armi di cangiar bramai Caduca vita a bella fama eterna; Or ch'io mi mora, e ch'io mi campi omai Sia cura del gran Dio ch'altrui governa: Tu, ben ti prego, ad Ottoman fa fede, Ch'io non morii dando la fuga al piede.
«Noi concepimmo senza gioia il figlio che splende ai sogni come splende un giglio. Noi portammo nel sen la creatura con fatica, con fame e con paura. Ne le soffitte dove manca l’aria, ne le risaie infette di malaria, ne’ campi dove passa, orrida Iddia, la pellagra con occhi di pazzia, ne’ luoghi di miseria e di servaggio, chiedemmo a Dio Signor forza e coraggio;
Nella notte del 24 marzo 1849 Vittorio il nuovo Re, uscente dalla tenda di Radetzky a cui aveva detto «I Savoia sanno la via dell'esilio non quella del disonore»! galoppava tra i campi seminati dai caduti per la libert
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