Bene, bene! Così mi piacete; sincero. Ancor io, son tutta impastata di sincerit

Moltissimo. Anche voi, del resto. Anche io ella replicò. Perchè tardaste tanto? Perchè non ero perfettamente certo di amarvi: e non volevo ingannare me, voi. Dubitavate? Non vi piacevo, io, forse? ella disse. Mi piacevate e mi piacete immensamente.

Superbamente, realizzando il suo invincibile bisogno di espiazione, ebbra di sacrificio, folle di sacrificio, ella gridò: Che importa? Fosse anche così, così mi piacete: fosse anche peggio, voglio amarvi così! È un inutile amore, Clara egli replicò, tristissimamente. Perchè, inutile? L'amore non è mai inutile! Inutile, lo vedrete, Clara: io non debbo ingannarvi. Io non vi amo.

La pronunciava un gentiluomo, un giovane intelligente e colto, un bellissimo giovane, con una voce sorda, velata e pure armoniosa: ma essa rivoltava tutto il mio sangue. Non sapete dirmi altro? chiedevo io, fremendo di collera. Che debbo dirvi? Mi piacete assai, immensamente. Niente altro, niente? Ma non vi è altro, signora, egli soggiungeva, meravigliato e dolente.

Questo non dice. Ti rincresce molto? Non vorrei restare. Altra risposta che non risponde. Faremo conoscenza col tempo. Siamo primi cugini, ci diamo di tu, mi piacete tutti e due, ma da che siamo al mondo, ci siamo veduti due ore in tutto l'altra settimana. Io ricordo di averti veduto che avevi dodici anni. Eri uno sperlungone alto come una pertica. Io ne avevo dieci e Nennele cinque.

Signorina, mi disse se vi piacessi, come mi piacete, ci sarebbe modo di accomodar tutto senza scandali... Acconsentireste a darmi la vostra mano? Gliele diedi tutte e due ridendo, le pigliò ridendo, ci sposammo ridendo. Fu una vera fanciullaggine.

Andiamo a chiederglielo, disse Gennaro. E senza por tempo in mezzo, andò da Giovanni a chiedergli la mano della figlia. Il giovane era forte e aveva voglia di lavorare, e Giovanni non seppe trovar altra risposta che questa: Se vi piacete, pensateci voi; io non ho nulla in contrario. E così combinarono, e Carmela si sentiva contenta come una regina.

Egli conosceva perfettamente tutti i miei vestiti e tutti i miei mantelli, e ne prediligeva alcuni, specialmente, e dava loro degli aggettivi carezzevoli, quasi fossero cosa animata, e quando io mettea uno di questi vestiti, egli trasaliva di gioia, e la parola sua, la sua gran parola, gli usciva dalle labbra: Quanto mi piacete, quanto mi piacete! Volgare e laida parola!

La signorina Wilson mi lasciava dire. Ero in vena, ed ella non voleva trattenermi. Forse ha imparato a conoscermi, ed ha presa l'abitudine di lasciarmi sfogare. Il che, dopo tutto, mi fa piacere, e vuol essere una delle ragioni che me la rendono simpatica. L'uomo che ciancia, bisogna lasciarlo cianciare; egli si persuade di piacervi, e piacete tanto più a lui quanto più state a sentirlo. Ma non bisogna distrarsi, quando egli ha sciolto Giordano. Povero a voi, se egli si ferma per domandarvi approvazione, e voi siete col capo ad altro. Io, per esempio, quando mi fanno un discorso troppo lungo, penso volentieri ai fatti miei; ma uso l'avvertenza di collocare ad ogni tanto un "gi

Bravi! mi piacete; replicò il Picchiasodo. La libert