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Aggiornato: 19 ottobre 2025
La sensazione delle porte e delle finestre spalancate, l'imagine del vento che soffiava da tutte le parti involando il danaro, gli erano abituali.... La sola cosa che lo stupiva un poco, si era che il patrimonio resistesse ancora e che sua madre non si accorgesse della rovina imminente.
Passò per un lungo quartiere, dove le sale dai mobili e dagli arazzi antichi si succedevano le une alle altre, larghe, alte, silenziose. I vetri delle finestre e le gelosie ermeticamente chiuse, le tendine calate, impedivano all'occhio del visitatore di notare i capolavori d'arte col
La calca era così fitta, che spesso era impossibile di farsi largo per via. Le dame sventolavano i fazzoletti dalle finestre e dai terrazzini; dai tetti al basso della strada era un agitarsi di teste, un levarsi di grida festose. Sembrava che il popolo non potesse saziarsi di contemplare i trofei di un Nuovo Mondo, e l’uomo maraviglioso che aveva saputo indovinarlo, che aveva potuto scoprirlo.
Le vecchie case della Cascina si illuminarono; una vite selvatica, ancora coperta di pampini gialli e sanguigni, che adornava l'orto del fittabile, brillò nel sole. I vetri di alcune finestre scintillarono come bracieri accesi. Oh! la campagna! La campagna aveva essa pure le sue civetterie... Gli pareva quasi bello quel brutto paese al momento di lasciarlo! Sorrise, probabilmente di sè.
Castelnuovo, come vi dice il nome, doveva averci il suo castello anche lui. Ma il forte arnese era sparito sotto un intonaco più moderno; le feritoie erano diventate finestre, e la gran mole bucherellata, imbiancata, rimessa a nuovo, accoglieva nel suo grembo quasi tutti gli uffici e le rispettive abitazioni dei rappresentanti del governo.
"Entriamo nell'altra catapecchia," mi rispose sorridendo, e mi spinse nella grande sala degli Ambasciatori, che occupa tutto l'interno della torre, poichè veramente la sala della barca appartiene a un piccolo edifizio che, sebbene congiunto alla torre, non ne fa parte. La sala è di forma quadrata, spaziosa ed illuminata da nove grandi finestre ad arco in forma di porte, che presentan quasi l'aspetto di altrettante alcove, cosiffatto è lo spessore dei muri; e ciascuna è divisa per mezzo, verso il di fuori, da una colonnina di marmo che sorregge due archetti eleganti, sormontati alla loro volta da due piccole finestre arcate. Le pareti sono coperte di musaici e d'arabeschi indescrivibilmente delicati e multiformi; e d'innumerevoli iscrizioni che si stendono a guisa di larghi nastri ricamati sopra gli archi delle finestre, su per gli spigoli, lungo i fregi, e intorno alle nicchie, nelle quali ponevansi i vasi ripieni di fiori e d'acque odorose. Il soffitto che s'eleva ad una grande altezza, è composto di pezzuoli di legno di cedro, bianchi, dorati e azzurri, commessi insieme, in forma di cerchi, di stelle e di corone; e forma tante volticine e cellule e finestrette centinate dalle quali scende una vaga luce, e dalla cornice che congiunge il soffitto alle pareti, pendono pezzi di stucco faccettati e ricamati a modo di stallattiti e di ciocche di fiori. Il trono era posto nella finestra di mezzo del lato opposto alla porta d'entrata. Dalle finestre di questo lato si gode la stupenda vista della valle del Dauro, profonda e silenziosa, come se anch'essa sentisse il fascino della maest
Rispose che aveva passato una bella serata con lei in casa Treuberg, che una sua cugina aveva cantato molto bene e un signore di Monaco molto male. Sua cugina diss'io ha cantato Haidenröslein. Oh come lo sa,? esclamò la biondina battendo palma a palma. Risposi ch'ero passato sotto le finestre di Treuberg, ed ella mi sgridò, mi disse che ero stato molto cattivo di non salire.
Poi questa colonna di fumo, che spandeva attorno un odore acre, sgradevole, cominciò a piegarsi da una parte quasi mossa dall'aria che penetrava da una delle finestre e a disperdersi uscendo, come spinta dal vento, con larghi avvolgimenti, dall'altra... Ed io sbarravo gli occhi, stupito di vedere che il fumo biancastro andasse via attenuandosi.
Abbiamo attraversato alte sale a vôlta e file di stanze, piene di mobili roccocò e moderni e specialmente di armadi parigini, in legno scolpito. Questi ambienti sono tetri e poco adatti ad essere abitati; soltanto la veduta sul lago, dalle profonde finestre, è bella. In generale le esigenze della nostra vita moderna sono così differenti da quelle della vita feudale, come le ville Doria Pamphili o Albani, da questo castello Orsini. In esso poteva sentirsi a suo agio solo una famiglia baronale che trincerava dietro spesse muraglie di pietra i suoi privilegi e le sue barbare passioni, mentre lo sciame dei vassalli devoti e dei servi schiavi obbediva al cenno del padrone, garantito dalle loro sostanze e dalla loro vita. Soltanto ambiziosi pensieri di dominio, di potenza e di guerra potevano agitarsi entro queste mura; la voce della grazia e della musa risuonava qui assai raramente. Ben diverso era il principesco castello d'Urbino, il più bel monumento del rinascimento in Italia, della stessa epoca. Me ne sono ricordato a Bracciano. Col
Ogni anno facevamo una gita a Milano per visitare la nostra bambina; ma la corsa era così rapida e piena d'occupazioni, che non mi lasciava il tempo d'arrestarmi davanti le finestre del palazzo Brisnago... cosicchè il bacio della contessa Savina restava sempre iscritto a suo debito senza ch'io pensassi più a reclamarlo.
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