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Aggiornato: 24 giugno 2025
Intanto il sole continuava a illuminare in una festa di colori le cime e scendeva a baciare col raggio le falde erbose popolate di pascoli. La brezza calava tra le valli, piegando gli steli rugiadosi dei fiori, recando lo scampanellare sparso degli armenti.
Non v'eran testimonii; la sera calava e nella sala viveva appena una luce penombrosa; s'udivano i ferri battere secchi e i due ragazzi ansare; gi
Il sole intanto calava; e la vampa, onde per tante ore l'avea sferzata, dava luogo a quel piacevole ventare, che ricrea le sere in riva ai fiumi. Gi
Ho creduto io; ma non ti ho detto niente, non ti avrei detto niente mai. La sera calava con quella solita maest
L'infelice terzogenito, che rammentava quella notte di Natale, quando gli moriva la madre, e quella mattina, quando avevano veduto il crocefisso della sorella colle macchie di un sangue caldo, e che aveva sfogliato tutti i libri più devoti per sapere com'erano orrendi i tormenti dell'inferno, lì, sul seggiolone, quando tramontava il giorno e gli pareva di udire i canti delle mamme... sì, sì, una folata di vento gli portava dagli alti finestroni della chiesa un ronzio di voci felici, credenti, devotissime a Dio... Quando calava la sera sui campi e la pace sulle mamme e sulle bambine, egli, di sotto al San Tomaso in-folio, traeva un pugnale aguzzo e... E il povero librone fu trovato alla mattina dalla nutrice divelto dalla copertura e con un buco che lo passava irosamente parte a parte, come una cornata del diavolo.
Ella avrebbe voluto confessarsi a qualche anima intenditrice. A fianco di lei era soltanto Roberta, una fantasima ammalata, la quale trascinava la vita sotto un altro peso, con un altro spettro.... Oh come le teste giovanili piegavano in quei giorni al soffio delle cose implacabili, al rinascere infaticato delle visioni! La casa era piena di silenzio, e le donne camminavano in una lieve nube di sonnambulismo, senza parlarsi; e spesse volte calava la sera e l'ombra si faceva sempre più densa e nessuna delle due sorelle pensava a difendersi da quell'oscurit
Non aveva nemmeno le calze. Vacillò, e dentro quella nicchia troppo stretta, nella quale le sue spalle stentavano ad entrare, appoggiò la testa al muro chiudendo gli occhi. Istantaneamente tutto disparve: il suo corpo lieve come la sua anima calava nell'ombra di un abisso con un ondulamento di nuvola nella notte; non si ricordava più di nulla, sentendo soltanto di essere ancora ritta, col capo inclinato sulla spalla, nell'ultimo atteggiamento. L'abisso era profondo. Lungamente ella vi discese senza che una curiosit
Adesso si avveravano i timori del Conte di Provenza; pensava a ritirarsi; per valore era perduta la impresa, rimaneva la fortuna. Calava la sera.
Il cacciatore, avvezzo alla voce dei venti e all'altre delle alpi solitarie, non indovinò da che quella provenisse, e dalla vetta a salti affrettò la discesa. Più calava in giù, più il rumore cresceva, e veniva anzi a fondersi in più rumori diversi.
Nel mio studio, l'ombra del pomeriggio calava rapida fra scrosci di pioggia; a momenti non ci si vedeva più, ma non sapevo muovermi dalla poltrona, nè deporre il libro che avevo mandato a comperare e che tenevo ancora intonso fra le mani, come un testimonio vivo e straziante di quanto si poteva fare e di quanto non avevo fatto.
Parola Del Giorno
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