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Aggiornato: 4 dicembre 2025


E come noi lo mal ch'avem sofferto perdoniamo a ciascuno, e tu perdona benigno, e non guardar lo nostro merto. Nostra virtu` che di legger s'adona, non spermentar con l'antico avversaro, ma libera da lui che si` la sprona. Quest'ultima preghiera, segnor caro, gia` non si fa per noi, che' non bisogna, ma per color che dietro a noi restaro>>.

Ma perchè, vi ripeto, perchè questa domanda? Per avere il diritto.... soggiunse esitando il Salvani, per avere il diritto.... Di che cosa! Di volgervi una preghiera. Udiamola, questa preghiera. Matilde! per l'amor di mio, per l'amor vostro, che non avete rinnegato, non è egli vero?... non andate a quella festa!

La data più funesta della mia vita: un anno, da che laggiù, in mezzo a gente sconosciuta, io avevo deciso di morire.... M'era parso che nella preghiera avrei potuto trovare l'obblìo di quell'ora, il perdono anche.... Ma , in quella chiesa fredda, in quel silenzio profondo, mi sono sentita più oppressa che mai.

Le sue labbra tentavano di pronunziare una preghiera. Finalmente il motivo fu nuovamente solo, ma questa volta lieve lieve come l'eco di un'altra vita. Poi, d'improvviso, gli accenti divennero talmente sonori, arcani, che pareva il cembalo dovesse spezzarsi. Le ultime note erano tremende di dolore.

Intanto Esmeralda sta presso al letto del figlio; le sue mani stanno congiunte a preghiera, e quello sguardo che essa figge al cielo penetra le volte celesti e arriva al cospetto del Creatore dei mondi. Il sospiro di una madre che geme sul figlio moribondo è accolto da un coro di angioli, che lo presentano al trono di Dio. Quel sospiro fu la vita di Selvaggio.

Perciò, rinunziando ad una impresa che vedeva superiore alle sue forze, si volse al nepote con la muta preghiera dello sguardo. L'arcangelo in vacanza crollò leggermente le spalle, in atto di stizza non potuta nascondere, per quella che gli pareva una insigne debolezza d'animo, e rispose tutto d'un fiato: Signore, siamo due che vogliamo ascriverci alla regola di San Bruno.

Povero Hamed-Ben Kasen Buhamei! Finora io non ne ho parlato che di volo; ma ricordandomi che quella mattina lo vidi, lui generale dell'esercito dei Sceriffi, aiutare i servi a piantare i piuoli della tenda dell'Ambasciatore, sento il bisogno di esprimergli la mia ammirazione e la mia gratitudine. Che buona pasta di generale! Dal giorno della partenza egli non aveva ancor fatto bastonare un soldato un servo; non s'era mai mostrato un minuto di cattivo umore; era sempre stato il primo ad uscir dalla tenda e l'ultimo a andar a dormire; non aveva mai lasciato trapelare, nemmeno agli occhi più indagatori, che il suo stipendio di quaranta lire il mese gli paresse un po' scarso; non aveva ombra d'albagia; ci aiutava a montare a cavallo, s'assicurava che le nostre selle fossero salde, dava una legnata, passando, alle nostre mule restie; era sempre pronto a tutto e per tutti; si riposava, accovacciato come un umile mulattiere, accanto alle nostre tende; ci sorrideva ogni volta che ci vedeva sorridere; ci offriva del cuscussù; balzava in piedi, a un cenno dell'ambasciatore, come un fantoccio a molla; faceva la sua preghiera, da buon mussulmano, cinque volte il giorno; contava le uova della muna, presiedeva allo sgozzamento dei montoni, guardava l'album dei pittori senza dar segno di scandalo; infine era l'uomo più ad hoc, io credo, che sua Maest

Dato un uomo di questa natura, è facile immaginare come la preghiera del Presidente gli dovesse orribilmente seccare. Oltre alla perdita di tempo, al pigliar freddo, al bagnarsi i piedi con tutta la neve ch'era caduta in terra, bisognava vestirsi di nero, mettersi in vista, leggere un discorso.... C'era da sudar caldo e freddo per un uomo come lui! Tuttavia nella sua docile obbedienza, che in fondo si riduceva a una grande incapacit

La Ginevra, fatta coraggiosa dalla disperazione, osò di alzare ancora gli occhi e di ripetere la sua preghiera. Io non chiedo la sua salvezza, no, tanto non chiedo, concedetemi solo che sia sospeso il giudizio, e che il re, il re solo pronunci la sentenza, e ch'io possa recarmi in Francia e presentarmi al re, al vostro buon re.

All'occhiata della marchesa di Moya, il capitano Fiesco rispose con un inchino, che voleva dire: avevate ragione. Ma fece ancora un gesto di preghiera, che voleva aggiungere: ed io, come rimango, se partite? come rimarr

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