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Aggiornato: 5 ottobre 2025


Io l'ho visto cader, morir l'ho visto L'aquila dei trïonfi, il fior dei forti; Tutto sbucar di Teuta il popol misto Da l'empie selve e dominar le sorti; Correr, non pago, oltre il fatal conquisto, Straziar le genti e gavazzar sui morti; Piegar la fronte a l'ultime sconfitte L'inclito Sir de le falangi invitte!

Fer la citta` sovra quell'ossa morte; e per colei che 'l loco prima elesse, Mantua l'appellar sanz'altra sorte. Gia` fuor le genti sue dentro piu` spesse, prima che la mattia da Casalodi da Pinamonte inganno ricevesse. Pero` t'assenno che, se tu mai odi originar la mia terra altrimenti, la verita` nulla menzogna frodi>>.

Da soli tre mesi fu ridotta a compimento la magnifica facciata del tempio; da soli tre mesi, nella vastissima piazza, larga tre miglia quadrate, auspice il Proposto Terzo Berretta, la famiglia dell'Olona ha solennizzata la Nuova Pasqua delle genti.

Incliti scettri, altieri manti adorni Son tornati per noi ceppi dolenti: Oh tra le fasce e su l'april dei giorni Fossimo al mondo trapassati e spenti, Ch'oggi il sommo dolor de' nostri scorni Non faria liete le cristiane genti, per l'Europa i nostri casi avversi Darian materia de' Cristiani ai versi.

E col patto della Nuova Fede raggiante un sulle genti dal Panteon dell'Umanit

, del resto, fu cosa nuova nella storia delle genti: molte, antiche e nuove, si fecer grandi allo stesso modo: la gente tebana tra l'antichissime egizie, la persiana tra le mediche, l'ateniese e la spartana tra l'elleniche, la castigliana tra le spagnuole, la prussiana tra le recenti germaniche.

Le parole di andare a ritrovare i padri suoi; essere accolto dai suoi padri; coricarsi, addormentarsi coi proprii padri; andare in pace coi proprii padri; raccogliersi alle proprie genti suscitano forse nell’animo nostro la sconsolante e desolata immagine del nulla?

TRASILOGO. Io farei scotendo cader la torre di Babilonia: farò piú io solo che gli arieti, le catapulte, bombarde e l'artiglierie. SQUADRA. Sento genti, signor capitano.... Non è nulla, non è nulla. TRASILOGO. Taci, codardo! ché avilisci costoro. Su, mano all'armi, calate i ferri, ah capitan Trasilogo, innanzi innanzi!

Divina Arte, che in Grecia Ignuda eri bella, Smetti tu almen fra gli itali La nordica gonnella; Cinta d'un vel diafano, Sciolta la chioma ai venti, Delle tue forme vergini Esci a bear le genti. Ti acclamerem qual nunzia D'una invocata aurora, E direm che l'Italia Del sol la terra è ancora. Novella.

Così d'una blanda memoria lontano Discende la forza a un giovine cuore, Così la carcassa di morbida mano L'incendio vivifica d'un fervido amore, Così dalle lagrime di muta pupilla La fede d'un nobile coraggio scintilla E scende infocato da pure sorgenti Benevolo e forte il Genio alle genti.

Parola Del Giorno

catechizzarono

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