Amara esperïenza Mostrommi ch'ove somma è vïolenza Di feroce linguaggio, ivi s'asconde Mal fermo spirto, prono a codardìa: Sol l'alme vereconde Spiegan ne' buoni intenti alta energìa. Fida a virtù la mente Colui perchè terrìa che Iddio non sente? Anco in et

«Ecco, mamma, lo sento, ti un dolore tenendo questo linguaggio. Sei tanto buona che tu preferiresti, non gi

Alla Teresa, ch'era naturalmente in sospetto, pareva che nel linguaggio de' suoi interlocutori vi fossero dei sottintesi, delle reticenze: le pareva che le loro labbra si atteggiassero a un sorriso malizioso, quasi a dire: Lo sappiamo che i ristauri non erano che una scusa, lo sappiamo per quali ragioni vi siete trattenuta a Venezia.

Di nuovo Mario Vergalli era solo; solo nel salottino della Teresa. Dio, Dio! E non più tardi di ieri ell'era , seduta accanto a lui, ed egli la rivedeva nel suo pensiero, così dolce, così triste, così sofferente. Ed egli aveva osato esser brutale nel linguaggio e nei modi con la poveretta; aveva potuto lasciarsi trasportar dall'ira, dalla gelosia, dal cieco impulso dei sensi!

Si fece coraggio, incominciò a guardarla negli occhi: essa non evitava quegli sguardi, anzi vi corrispondeva con tale espressione che era il linguaggio dell’anima, un linguaggio eloquente per il cuore del capitano.

E dicono che la voce dell'uomo è il linguaggio dell'universo! Sar

Giacomo tacque, e girò gli occhi attorno torbido sempre, e sospettoso; se non che Luisa, indovinando quel muto linguaggio, trasse da parte Olimpio; e postasi genuflessa davanti al marito, così gli disse: Mio sposo, e signore; noi abbiamo scambievolmente dubitato della nostra fede.

Il conte Morano non si tenne lunga pezza al muto linguaggio delle premure. Dichiarò la sua passione ad Emilia, e fece proposte allo zio, il quale accettò a dispetto del di lei rifiuto. Incoraggito da Montoni, ed in ispecie da una cieca vanit

Mi ringraziò con uno sguardo grazioso; io corrisposi con uno sguardo affettuoso, lungo, eloquente. I nostri occhi si scontrarono, e rimasero qualche tempo come legati fra loro da una forza irresistibile. Ed io, che in amore non conoscevo altro linguaggio che quello degli occhi, rimproveravo a me stesso di non aver mai saputo leggere, prima d'allora, in quelle vaghe pupille.

Le tenni il linguaggio dell'amore, della speranza, del comando, della preghiera, della fede, del perdono; le ricordai il passato, la feci libera dell'avvenire, le dissi che volevo uccidermi.... Ella si scosse. Ancora una volta, avevo vinto. «Mezz'ora dopo, andò fuori. Io rimasi in camera mia, a pensare. Sul tardi, rincasò e mi venne incontro. L'avvocato era con lei.