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Aggiornato: 28 giugno 2025
Il che fu benissimo accennato da Francesco Petrarca in quel sonetto, nell'ultimo terzetto: Or questo è quel che piú ch'altro n'attrista, che perfetti giudizi son sí rari e d'altrui colpa altrui biasmo s'acquista. Dove si scorge che per la gran difficultá l'intelletto alle volte si può ingannare, apprendendo per vero il contrario, non pure arrivare vicino al vero o lontano.
TRIPERUNO. Voi giocate, maestro mio, sovente al mutolo in questo sonetto. LIMERNO. Fu sempre lodevole. TRIPERUNO. Che cosa? LIMERNO. La veritá... TRIPERUNO. Confessare? LIMERNO. Anzi tacere. TRIPERUNO. La cagione? LIMERNO. Per scampar l'odio. TRIPERUNO. Di poco momento è questo odio, se non vi susseguisse la persecuzione. LIMERNO. Però lo freno fu trovato per la bocca.
FÚLICA. Assai piú lo discipolo mi piace che lo maestro, e particolarmente la fine di questo tuo morale sonetto, Triperuno mio dilettissimo; ed annunzioti che in breve cangiarai vita e costumi in assai megliore stato. TRIPERUNO. Io non son tale che mai puotessi adeguare l'alto ingegno del mio maestro. Ma tóccavi, padre, la volta vostra.
⁴⁴⁸ Vedi sonetto siciliano inedito nel ms. segnato 2 Qq D 30 della Biblioteca Comunale di Palermo, e Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVII, p. 4, e v. XXVI, pp. 198-200. ⁴⁴⁹ Hager, Gemälde, p. 192. ⁴⁵⁰ Avviso a stampa in data del 18 marzo 1796, a firma del Vicario generale della Diocesi di Palermo.
Tipico altro sonetto Contra li Giacubini, del Meli, il quale celiando schizzava veleno sopra la Francia e sopra quanti parteggiassero pei nuovi apostoli che da essa partivano e in tutta Europa si diffondevano: L’antichi
Cotesta Catarina, se bene mi sovviene, fu gentilissima ed amorosa donna; a la quale fu giá mandato quel sonetto con un paio de guanti insieme, li capoversi del quale dicono lo nome suo: D'una tenera, bianca, leggiadretta, I ntegra onesta man elesse 'l cielo V oi, puri guanti, ad esser dolce velo: A ndati a lei, ch'omai lieta v'aspetta!
Un poco di religione, di storia sacra e di storia veneta, le quattro operazioni dell'aritmetica, una tintura di latino, e quel tanto d'italiano che basta a scriver discretamente una lettera, e, se occorre, un sonetto per nozze o per monaca. Insomma non sopraccarichiamo il ragazzo di scienza.
Io mi sono contentato di un angolo, dove ho ricopiato per la ottantesima volta il mio famoso sonetto del cigno. Dicono che è classico; lei lo ha trovato stupendo; ma tu, che sai la storia di queste repliche, qual prova più convincente vorresti della mia innocenza e della mia indifferenza?
Erano versi d'amore; bella cosa! ne ho ordinati tanti a pagamento quando credevo che le donne si conquistassero con un sonetto. Insomma sono fermamente deciso a non uscir di casa. E allora come faccio io? Aggiustati. Non posso condurla ad un albergo! Una donna per bene! Se accetta di venirti a trovare... In casa mia. Ah le hai detto...? Che questa casa mi appartiene naturalmente.
Messo tra un marito geloso e un ringhioso amico di casa, il meno che potessi fare era di usar prudenza, di rimettere il flauto nell'astuccio, di sacrificare qualche sonetto, di compatire da lontano a una povera donna caduta come un'agnella negli unghioni d'un orso buono e stupido e di un lupo furbo e affamato.
Parola Del Giorno
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