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Aggiornato: 5 ottobre 2025
Uno che tornasse dopo tanti anni sarebbe isolato... Guardava i pochi mobili della sua cella, il letto, il crocifisso, l'inginocchiatoio, e si sentiva presa da una profonda tenerezza per quegli oggetti rozzi e logori.
Appenachè seppe esser la Francia divenuta repubblica, si mise a di lei servizio, e nella mattina di questo giorno glorioso, spintosi alla testa di una ventina di guardie mobili, più arditamente di quello che sogliono fare tutti i generali, aveva incontrato la morte, suggellando col sangue la sua vita esemplare.
Così a Mazzara del Vallo gli agenti della questura dopo un mese dallo scioglimento volontario del Fascio vanno a perquisire le case dei socî, che in seguito ad indicazione del Consiglio direttivo, erano in possesso dei mobili del disciolto sodalizio e li sequestrano indebitamente e, più disonestamente, prima li adibiscono ad uso della polizia, del municipio e dei soldati, e poscia li vendono all'asta e si arbitrano distribuirne l'irrisoria somma ricavatane, non ai loro legittimi proprietarî, i socî del Fascio, ma ai poveri del paese.
Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi da loro. Bisogna dire che se qualche cosa d'irregolare è in quella casa, non lo si vede certo nella disposizione dei mobili, nella scelta delle vivande, nella qualit
E Tuccio di Credi, quell'altro sapientone, soggiungeva che il guaio era tutto nelle parti mobili del viso. Secondo lui, le parti mobili del viso sono gli occhi e le labbra. Eh, disse Spinello, potrebbe aver ragione Tuccio di Credi. Un altro che perde la testa! esclamò mastro Jacopo. Forse non li abbiamo tutti, quanti siamo, gli occhi e le labbra?
Quella fu una triste settimana: il soldato fu buono, perchè nell'accompagnarlo alla porta la mamma sembrava felice, ma la serva non volle vederlo, nè udirne parlare; insisteva sempre sulla stessa cosa, che bisognava vendere i mobili, mentre la mamma diceva di no.
Il duca, arrivato nell'anticamera, impone alla Vittorina di fermarsi. Si avanza solo, barcollando. A brevi passi precipitosi, appoggiandosi ai mobili, arriva al salottino di sua moglie. Nora, vedendolo, getta un grido.
Ma sì, ma sì! Non mi lagno. Ed ha notizie di suo padre, di quell'ottimo conte Jacopo? Nossignore, e di nessuno della mia famiglia; rispose Gino, contentissimo di essere uscito salvo dalla rassegna dei mobili. I miei parenti mi tengono il broncio, e si capisce, perchè il governo mi ha preso in sospetto come un reprobo.
Sbarrati gli occhi, come per guardar meglio davanti a sè, vide dall'immagine riflessa di quelle mobili spire formarsi alcun che di nuovo, indi balzar fuori d'un colpo, a guisa di pantomimo da un quadro mobile, quel famoso personaggio dal viso sarcastico e dalla svelta persona, che si dipinge vestito di rosso dal capo alle piante e con una berretta sormontata da una penna di gallo; insomma «un giovine gentiluomo» come quello veduto dal dottor Fausto di Goethe, o «un bel cavaliero» come quello veduto dal suo omonimo di Gounod.
Silvio trovava la sua casa più piccola, le stanze più basse e anguste, i mobili vecchi e di cattivo gusto, le battaglie di Napoleone ridicole, i ritratti dell’imperatore e dei suoi generali manierati come tante teste di legno, il parco troppo trascurato. E la bella Maria?... oh povera Maria, quale sorpresa!...
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