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Aggiornato: 27 ottobre 2025


È una camorra, pensava Sandrino è il monopolio di quattro o cinque giornali ignoranti e venduti che levano alle stelle il primo capitato che va avanti a forza di raccomandazioni... e di quattrini. Da qualche tempo, il piccolo Dante di Santo Fiore, l'aveva a morte coi letterati e coi giornalisti.

In luogo della quale rimozione e quiete, quasi dallo inizio della sua vita infino all'ultimo della morte, Dante ebbe fierissima e importabile passione d'amore, moglie, cura familiare e publica, esilio e povertá; l'altre lasciando piú particulari, le quali di necessitá queste si traggon dietro: le quali, accioché piú appaia della loro gravezza, partitamente convenevole giudico di spiegarle.

Appare adunque varie constellazioni a varie cose disporre gli ingegni degli uomini; e però, considerato chi fu Dante e quale la sua principale affezione, assai bene si conoscerá il cielo nella sua nativitá essere disposto a dover producere un poeta.

Quindi dal mescolarsi quegli interessi e quegli uomini in tutta la penisola nasceva fin d'allora, fin dal principio del secolo decimosecondo senza dubbio, il bisogno d'una lingua comune o italiana; e cosí nasceva quella di che trattò Dante centocinquanta o duecento anni appresso come di lingua giá antica, quella che crebbe di necessitá in que' mostri di assemblee, che dicemmo simili alle moderne d'Irlanda.

Della qual partenza Dante in tanto dolore, in tanta afflizione, in tante lagrime rimase, che molti de' suoi piú congiunti e parenti ed amici niuna fine a quelle credettero altra che solamente la morte; e questa estimarono dover essere in brieve, vedendo lui a niun conforto, a niuna consolazione pórtagli dare orecchie.

Concorrendo adunque i due voleri a un medesimo fine, e del domandato e del domandatore, e piacendo sommamente a Dante la liberalitá del nobile cavaliere, e d'altra parte il bisogno strignendolo, senza aspettare piú inviti che 'l primo, se n'andò a Ravenna, dove onorevolemente dal signore di quella ricevuto, e con piacevoli conforti risuscitata la caduta speranza, copiosamente le cose opportune donandogli, in quella seco per piú anni il tenne, anzi infino a l'ultimo della vita di lui.

La battaglia è chiamata con varî nomi dai cronisti del tempo, di Tagliacozzo, di Alba, di Campo Palentino, della Scurcola. Anche Dante dice: e l

NARTICOFORO. Dubito che la quartana non la facciate venire a me. DANTE. Cuando vuelvo mi cara, cerrad los ojos y no temais. NARTICOFORO. Cosí farò. DANTE. Pues ¿donde está este, que hemos de enviar a los reinos de Pluton? A las armas, cuerpo de quien me parió, que es esto?

La scienza della politica non ha molto da imparare nel Principe di Macchiavelli, la storia del cinquecento non può farne a meno: il libro rivela il secolo nel quale vi è posto per ogni meraviglia. Macchiavelli e Ariosto vi si ignorano, Michelangelo e Raffaello non vi si comprendono: l'uno è l'ultima grand'anima italiana e assomiglia a Dante, l'altro non somiglia a nessuno, è ingenuo, fa tutto, imita e trasforma tutti, trova la variet

Così una medesima querela discende da Dante e da Petrarca fino a Leopardi e ai nostri; quando potr

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