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Aggiornato: 9 ottobre 2025


Un altro, che forata avea la gola e tronco ’l naso infin sotto le ciglia, e non avea mai ch’una orecchia sola, ristato a riguardar per maraviglia con li altri, innanzi a li altri aprì la canna, ch’era di fuor d’ogne parte vermiglia, e disse: «O tu cui colpa non condanna e cu’ io vidi su in terra latina, se troppa simiglianza non m’inganna,

Per comprendere il cuore dell'Albani e le lotte tremende del suo spirito, è mestieri che noi ricordiamo sempre ciò che egli non poteva mai dimenticare, il suo terribile passato. Quest'uomo si era macchiato di un orrendo delitto, aveva subito una pubblica condanna, per cinque anni morto alla societ

I suoi più grandi pensatori, riprovati da Roma, non avevano osato nemmeno nello sdegno della propria condanna precisare la riforma cattolica; imbarazzati fra loro nella parte dogmatica, non riuscirono che a maledirsi scambievolmente ponendo il problema della nuova costituzione ecclesiastica. Quindi le esigenze della libert

Messere, no: lo strumento suonasse come quelli, dicono, del del finimondo. E le mura di quella rôcca fossero come quelle di Jerico, per virtù soprannaturale, che noi possiamo chiedere colla preghiera. Così fosse! L'altro dubitò, e riprese: Ed io avrei voluto che la pergamena parlasse come la condanna che appiccammo alla porta di Lamberto, il ribello a messere il vescovo di Saluzzo.

Ella sospingeva cogli occhi l'amica che si allontanava, dopo aver detto qualche parola alla cameriera; e come vide l'uscio richiudersi sulle due donne e come il rumore dei loro passi si spense, nascose la faccia tra le mani con un grido rauco di terrore e di raccapriccio. Era finito! Tutto era finito! Una parola era bastata perchè la malia fosse rotta! Egli era , aveva tutto udito, era rimasto come fulminato!.. Ella si sentiva come precipitare da un'altezza incommensurata, con la testa in giù, senza speranza d'arresto. La parola che avrebbe dovuto dire fin dal primo momento, il sinistro secreto della sua vita, la sua eterna condanna era pronunziata... Quale oscura, implacabile fatalit

«E scopo della protesta non è un tentativo di difesa inutile e impotente, un desiderio di movere a simpatia quei che soffrono essi pure gli stessi mali, ma il bisogno d'infamare davanti agli uomini il Potere che abusa della propria forza, di rivelare al paese, nel quale l'ingiustizia è commessa, le turpitudini di chi governa, d'aggiungere un documento a quelli sui quali un popolo presto o tardi condanna quei che lo tradiscono e lo disonorano.

Invoca un Dio, che l'abbandona E la condanna a disperarsi. È desta, E delira. ANFOSSI, Beatrice Cènci.

Pochi momenti dopo era un usciere di Giudicatura che veniva cercando il povero Vanardi, e gli rimetteva in mani proprie parecchi atti di citazione provocati dal venditore di carbone, dal pizzicagnolo, dal panattiere. Antonio guardò quelle carte, sbalordito, come se fossero una sua condanna di morte.

Dal giorno della condanna erano passati trentanove giorni! trentanove giorni che i condannati a morte consumarono ora per ora in dolorosa agonia! Trentanove giorni, nei quali i loro parenti attesero mille e mille volte la grazia, per ripiombare mille e mille volte nella disperazione. La vigilia dei condannati a morte.

Era una lettera ancora chiusa, proveniente da New-York. L'aprimmo. Un amico scriveva a Cornetta che aveva saputo la sua condanna e che gli dispiaceva di non poterlo andar a salutare per la difficolt

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l'insultante

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