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Aggiornato: 24 ottobre 2025
Nancy, immobile, lo guardava. Non so cos'hai da guardarmi così! disse lui. Mi vuoi mettere di cattivo umore? Nancy si alzò. C'è un treno per Milano alla una, disse. Lo prenderemo. E andò di sopra nella sua camera. Aldo uscì nel giardino, e si divertì con Anne-Marie e colla bambola della Condamine. A mezzogiorno Nancy si affacciò al balcone, e chiamò sua figlia.
Non mi piace la tapioca, disse Anne-Marie scendendo a saltellini la scala, non mi piace niente di tutte quelle cose. Erano alla porta. Dietro preghiera di Nancy, nessuno era venuto fuori a salutarle. Ma tutti i pensionanti ch'erano in casa stavano ad osservarle dietro le tende del salotto.
Se posso trovare denari sufficienti, ti telegrafo. Questa gente è buona. Tengono Anne-Marie da basso, in cucina. Ma anche loro hanno paura di Aldo. Credo che ci manderanno via. Ma terranno la bambina, e avranno cura di lei. Oh Dio! Mamma! mamma! Pensa!... Voglio telegrafarti, voglio telegrafarti. Vado fuori. Vado a domandare che mi si aiuti. Domanderò a chiunque, a tutti...
Un giorno era un afoso pomeriggio di maggio Aldo non ritornò a casa. Minna era andata a prendere Anne-Marie a scuola, quando un commissionario suonò alla porta dell'appartamento, e a Nancy, che gli aprì, consegnò una lettera in una grande busta sigillata. Si fece firmare la ricevuta e partì rapido.
Agosto le mise sulle labbra una parola o due. Settembre la mise ritta e titubante sui piedini. E Ottobre la spinse a correre con passi vacillanti, attonita ed estasiata, nelle braccia della mamma. I suoi nomi erano Liliana, Astrid, Rosalynda, Anne-Marie. Ora che béby sa camminare, disse Valeria a sua figlia, tu dovresti riprendere il tuo lavoro.
A partire dalle sette del mattino, giovani violinisti rivali passeggiavano sotto le loro finestre per sentire se Anne-Marie studiava; e che cosa studiava; e come studiava. Ragionavano che, per suonare così, certo doveva studiare tutto il giorno. Non udendola, erano convinti che si esercitava su un violino muto, e se ne andavano delusi e amareggiati. Verso le dieci la sorridente cameriera, Lori, aveva gi
Poi aveva dato ad Anne-Marie la sua prima lezione. La lezione fu lunga, e Anne-Marie ne emerse con le guancie infocate e gli occhi sdegnosi. Una profonda ira le bruciava il cuore. Perchè nel violino di Markowski c'era una cosa che cantava un uccelletto o una fata o una sirena e nel suo brutto piccolo violino non c'era?
Nulla pareva di grande importanza purchè Anne-Marie non piangesse più. Nancy guardò il cielo chiaro, e le palme, e il placido mare grigio-perla. Chi sa dove era l'Hôtel des Colonies? Chi sa perchè Aldo non aveva ricevuto il telegramma?
Accanto al baule aperto di Aldo e alle sue povere vecchie cose, Nancy pregò per lui come egli nella sua lettera l'aveva pregata di fare. Quando si alzò, chiuse il baule, e vi chiuse dentro anche il ricordo di Aldo, che non doveva più essere vivo in lei. Anne-Marie parve quasi non accorgersi dell'assenza di suo padre. Ne parlò talvolta, nel modo indifferente e gaio che hanno i bambini.
Quale Sonata? chiese Anne-Marie che era versata nell'arte di far girare la conversazione. La Kreutzer o la Frühling? Io preferisco la Kreutzer... Poi introdusse forzatamente le sue dita sotto al braccio rigido e resistente di Fräulein; e le trotterellò gaiamente a fianco lungo il Boulevard. E Fräulein era felice. Il pallone picchiava lievemente contro al suo cappello, ma poco gliene importava.
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