Il profondo riposo della natura, i soavi effluvi diffusi dal notturno zeffiro, la vasta estensione dell'orizzonte e l'azzurro firmamento stellato rapivano in dolce estasi l'anima sua e la portavano gradatamente a quelle altezze sublimi donde le orme di questo mondo svaniscono.

Giovanni rientrò a prendere due sedie, e sedettero. Era una sera senza luna, con un bel cielo stellato. L'arma mi sentu nnesciri canticchiava lo stalliere con voce di canna fessa, e per la campagna silenziosa vibravano i tocchi lenti della campana del paese, la quale annunziava un'ora di notte.

Benchè si fosse ancora in piena Maremma, l'onorevole abbassò i vetri del suo finestrino, mise fuori la testa, guardò il cielo stellato, sentì, o credette sentire, la voce del mare, sentì il mormorio dei cipressi carezzati dal vento; indi richiuse di nuovo la finestra, e stette raccolto nel suo cantuccio cercando di rievocare il suo trionfo di ieri, le congratulazioni, gli applausi, rimuginando le parole dettegli quella sera stessa da San Giustino: Meritereste un portafoglio.

Tra il fumo, che pareva le formasse una tenue veste azzurra, le sue forcelle d’oro bruciavan nella capigliatura scintillante. Ma d’un tratto le sue dita vive sciolsero il nodo che avvinceva quella ricchezza disordinata, quel mantello biondo e buio, che pareva stellato come sono i firmamenti nel mese d’Aprile. Cadde.

Il disco della luna lucentissima in un bel cielo sgombro e stellato non essendo più coperto dall'altezza degli edifizj, vibrò un raggio nell'interno della lettiga e rischiarò il volto accorato della Ginevra. Svolgevasi in quella il Palavicino dal suo mantello e, credendo fosse opportuno il momento, si volse, mosse il labbro mandando un debol suono di voce, e guardò la Ginevra, che guardò lui.

Era una bella notte d’estate. A un’aria fresca, sotto un cielo stellato, per luoghi domestici, il viaggio non potea cominciarsi con migliori auspici. Speranzosi tutti, di forte animo, e uguali e concordi, non avevan neppur pensato ad eleggersi un capo che gli guidasse.

Mi corse qualche brivido per le ossa, quasi che m'avesse penetrato un filo di quel freddo. Andai verso la finestra. Nell'aprire uno scuretto, le dita mi tremavano. Appoggiai la fronte contro il vetro gelido e guardai di fuori, ma l'appannatura prodotta subito dall'alito m'impediva di vedere. Levai gli occhi e scorsi a traverso il vetro più alto scintillare il cielo stellato.

Il silenzio o l'eloquenza del sacrificio. Il Morning Star, il grazioso yackt dell'amico americano era venuto a prendere i vicini Jameson per una gita notturna da farsi al chiaro di luna e a cielo stellato, una gita che doveva spingersi questa volta fin quasi alle coste di Marsiglia. Ezio e Andreino Lulli furono invitati a prendervi parte.

Da principio non riesce a raccogliere i pensieri; sono così confusi; ma poi vede sopra di il cielo stellato; vede la maestosa luna; vede la cometa. Ma alla luce lunare l'astro minaccioso ha perduto parte del suo terrore; la sua luce è sbiadita tanto. Pure ciò non reca conforto al capo. Egli guarda la cometa, con un infinito spavento. È certo di essere perduto.

Il commendator Matteini è un poema; ha perfino la penna di pavone e il fiore stellato dell'edelweiss sulla testiera del suo cappello verde.