Ove altri uomini di Stato avrebbero rinculato, il conte di Cavour si gittò testa in giù, dopo avere scandagliato il precipizio ed aver calcolato perfino i profitti della caduta. La spedizione di Crimea, la sua attitudine al Congresso di Parigi, la cessione di Nizza, l'invasione degli Stati pontificii nell'ultimo autunno sono state la conseguenza della vigorosa tempra del suo spirito.

Invano allo jamais di Rouher rispose la fratricida frase di Failly: «les chassepôts ont fait merveilles». Invano l'augusta parola dell'eletto dai plebisciti fu provocata dalla reazione per demolire l'impresa. Invano l'ultra-montanismo francese mandò i battaglioni di Magenta e di Solferino a rinforzare i reggimenti pontificii. Invano stettero mille contro dieci.

Egli fu lieto quando il suo plenipotenziario telegrafò, il 20, da Roma, che quel giorno non si trovavano più schiere volontarie nello Stato pontificio. In fatti era riuscito, con grande sforzo, ai pontificii di rigettarle oltre i confini.

Se Garibaldi avesse allora avuto qualche migliaio di uomini ben armati, da gettare sulle mura di Roma, prima che i pontificii, richiamati, tornassero dai varii luoghi della provincia, avrebbe potuto avere in sua mano la citt

Poco dopo, un messo di Muzio avvertì Nullo esser la liberazione compiuta, e tempo di ritirarsi per ponte Rotto. E n'era tempo: la compagnia dei papalini, spinta avanti dal battaglione di riserva, che giungeva a passo celere dal Campidoglio, s'era schierata a destra e a sinistra del ponte, facendo un fuoco d'inferno. Per fortuna dei nostri, i fuochi di notte suscitano confusione, e così successe. I Romani per quel motivo, poterono ritirarsi comodamente, e quando i pontificii, facendo uno sforzo guerriero, si accinsero a sormontare l'ostacolo, i nostri eran gi

I cannoni pontificii e francesi, portati lassù batterono allora furiosamente le mura del Castello, mentre i due cannoni di Garibaldi, predati a Monterotondo, esaurirono dopo 50 o 60 colpi le loro munizioni.

All'annuncio della occupazione di Acquapendente, il colonnello Azzanesi si mosse da Viterbo con truppe; piombò sui garibaldini il 2 ottobre a S. Lorenzo, li mise in fuga, prese molti prigionieri, rioccupò Acquapendente. I fuggiaschi si radunarono e Bagnorea, l'antico Balneum Regis. Un corpo di 95 zuavi ve li assalì di sorpresa, ma fu respinto con perdite, finchè non giunsero rinforzi pontificii. Bagnorea fu assalita il 5 ottobre; i garibaldini, in numero di 500, si ritirarono lasciando 100 fra morti e feriti e 178 prigionieri. Questo fu il primo fatto notevole di quella guerriglia. Esso mostrò, contro ogni previsione, che i soldati pontificii sapevano battersi con valore e seriet

Uno squadrone di dragoni, truppa scelta, bellissima gente, formava l'avanguardia, e mentre difilava il lunghissimo seguito di sacerdoti, di confraternite, di beghine, di graduati pontificii, ecc., lo stesso squadrone staccava dei singoli militi sui fianchi che coadiuvavano gli alabardieri in livrea a mantenere la moltitudine accalcata a destra e a sinistra e ad impedirle d'invadere lo spazio della strada che dovea percorrere la processione.

Era ciò noto all'ultimo discendente dei Crescenzi, che il 3 novembre 1867 lottò con i pontificii e cadde sul colle di Mentana, in difesa della Santa Sede?

E poi, quel suo viaggiare continuo! Per Bologna, passi, che era negli Stati pontificii; quantunque, avendo essa un certo numero di teste esaltate, si sarebbe piuttosto gradito che il conte Gino si astenesse dall'andarci. Parma e Piacenza, così così! Per che farci, del resto? Veduti una volta a Parma i dipinti del Correggio, a Piacenza i cavalli dei Farnesi, non si dovrebbe più sentire il bisogno di rifare la strada. Gi