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Aggiornato: 3 ottobre 2025
Nella parete a riscontro, un vano della stessa ampiezza sfonda in una loggetta chiusa da vetri quadri in piombi per ove passa la luce del giorno inverdita dal fogliame dei grandi lecci.
Il professore Antonino dopo aver passeggiato alcun tempo a capo basso e con le mani intrecciate dietro la schiena lungo la corsia che movendo dalla cattedra percorreva longitudinalmente la classe, si fermò prima davanti a una finestra, poi stette alcun poco in contemplazione delle mosche che gironzavano intorno ai vetri, poi cominciò a gettar l'occhio sulle panche vuote e a passar, quasi senz'accorgersene, da una panca all'altra contemplandovi i rabeschi e le iscrizioni che le adornavano.
Fummo fortunati di trovarne una abbastanza vasta, con un piano superiore e un cortile chiuso; lo stile, arabo; le camere hanno molte aperture, e i vetri sono ignoti; le pareti bianche od almeno lo furono; il soffitto a travicelle, che sono rozzi tronchi non lavorati con sovrappostovi un assito o delle stuoie che portano un grosso strato di terra che forma tetto e serve da terrazza; il pavimento è pure di terra fina e pulverolenta; in complesso presso a poco e forse peggio delle case dei nostri contadini.
A guancie gonfie, il vento soffia per infiammare d'amore i vetri infocati di quella citt
Bruno aspettava egli pure, soffiando sui vetri e disegnando pupazzi col ditino nel velo del fiato; ma ciò non bastava a divertirlo. Finalmente Fabiano aveva avuto una buona idea ed era partito col figlio per una citt
»La facciata volta a settentrione rimaneva nell'ombra meno un piccolo finestrello all'altezza di un uomo, dai vetri quasi tutti fessi e rattoppati di carta bianca ma illuminata internamente. »La vecchierella bussò leggermente all'uscio che fu subito aperto e si rinchiuse dietro a lei. »Il dottore s'era fermato ed anch'io.
Egli guardava dunque con indifferenza suprema i marmi, le colonne, le sculture, le dorature, i balaustri, le tribune, gli stucchi, i vetri dipinti, i merletti delle ogive, le nervature, i rosoni della cappella che si sarebbero detti un oggetto da oreficeria, talmente erano ricchi, eleganti, minutini di quell'architettura rococò insomma, della seconda met
Era questa la miserabile creatura seduta dietro i vetri del balcone, nel puro pomeriggio estivo; la povera ed infelice creatura che non poteva comprendere la bellezza di quell'ora. A poco a poco, nel tramonto, l'orizzonte s'infiammava d'una luce corallina; sull'estremo lembo del cielo, una sbarra di nuvole, lunga, stretta somigliava ad un nastro d'arancio violetto frangiato d'oro.
Qualche nuovo arrivato chiudeva l'ombrello e batteva i piedi sulla soglia dell'uscio a vetri per scuoter l'acqua e il fango degli stivali, guardando come un alluccinato.
Dal vestibolo entrava una striscia di luce elettrica, fendeva il panno del bigliardo, batteva contro i vetri, si frantumava in minute scintille, avvolgeva di un alone biondo il diffuso colore della pioggia. E d’improvviso Madlen disse:
Parola Del Giorno
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