Piú robba o manco, non ne faccio stima; ché le ricchezze e i ben de la fortuna, per se istessi, non dan nobiltá. Cerco una donna che sia ricca e nobile di costumi e virtú; di che son certo quant'ella è ben dotata. CALONIDE. È bene onesto. CRISAULO. Potrai star tu da canto; ed io da lei vo' quest'ultimo : poi, fra duo giorni, farem le nozze. CALONIDE. Ti vo' contentare.

Come la fronda che flette la cima nel transito del vento, e poi si leva per la propria virtu` che la soblima, fec'io in tanto in quant'ella diceva, stupendo, e poi mi rifece sicuro un disio di parlare ond'io ardeva. E cominciai: <<O pomo che maturo solo prodotto fosti, o padre antico a cui ciascuna sposa e` figlia e nuro,

divoto quanto posso a te supplico perche' mi parli: tu vedi mia voglia, e per udirti tosto non la dico>>. Talvolta un animal coverto broglia, si` che l'affetto convien che si paia per lo seguir che face a lui la 'nvoglia; e similmente l'anima primaia mi facea trasparer per la coverta quant'ella a compiacermi venia gaia.

E saper dei che la campagna santa dove tu se', d'ogne semenza e` piena, e frutto ha in se' che di la` non si schianta. L'acqua che vedi non surge di vena che ristori vapor che gel converta, come fiume ch'acquista e perde lena; ma esce di fontana salda e certa, che tanto dal voler di Dio riprende, quant'ella versa da due parti aperta.

qual e` colui che tace e dicer vole, mi trasse Beatrice, e disse: <<Mira quanto e` 'l convento de le bianche stole! Vedi nostra citta` quant'ella gira; vedi li nostri scanni si` ripieni, che poca gente piu` ci si disira. E 'n quel gran seggio a che tu li occhi tieni per la corona che gia` v'e` su` posta, prima che tu a queste nozze ceni,

poi rispuose l'amor che v'era dentro: <<Luce divina sopra me s'appunta, penetrando per questa in ch'io m'inventro, la cui virtu`, col mio veder congiunta, mi leva sopra me tanto, ch'i' veggio la somma essenza de la quale e` munta. Quinci vien l'allegrezza ond'io fiammeggio; per ch'a la vista mia, quant'ella e` chiara, la chiarita` de la fiamma pareggio.

E saper dei che la campagna santa dove tu se', d'ogne semenza e` piena, e frutto ha in se' che di la` non si schianta. L'acqua che vedi non surge di vena che ristori vapor che gel converta, come fiume ch'acquista e perde lena; ma esce di fontana salda e certa, che tanto dal voler di Dio riprende, quant'ella versa da due parti aperta.

poi rispuose l'amor che v'era dentro: <<Luce divina sopra me s'appunta, penetrando per questa in ch'io m'inventro, la cui virtu`, col mio veder congiunta, mi leva sopra me tanto, ch'i' veggio la somma essenza de la quale e` munta. Quinci vien l'allegrezza ond'io fiammeggio; per ch'a la vista mia, quant'ella e` chiara, la chiarita` de la fiamma pareggio.

E perciò non doverebbe ella mai scostarsi da quella proporzione che costuma la piazza di Genova, se non quant'ella avesse bisogno per la sua zecca piú d'un metallo che dell'altro. Ma qui è forza ch'io chiami del lettore piú applicata l'attenzione del solito, per trattarsi di sottile, ma importante proposizione.

qual e` colui che tace e dicer vole, mi trasse Beatrice, e disse: <<Mira quanto e` 'l convento de le bianche stole! Vedi nostra citta` quant'ella gira; vedi li nostri scanni si` ripieni, che poca gente piu` ci si disira. E 'n quel gran seggio a che tu li occhi tieni per la corona che gia` v'e` su` posta, prima che tu a queste nozze ceni,