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Aggiornato: 24 ottobre 2025
Ma subito Diana l'udì che piangeva a dirotto: e girò di nuovo gli occhi verso di lui. Tutta la sua persona tremava: quell'uomo di struttura sì forte pareva più che mai ricurvato sopra di sè. Soffrite?
La proprietaria, che aveva udito lo strepito di sopra (Aldo piangeva forte come un bambino), e che era un poco inquieta per i suoi denari, disse in tono confidenziale: Monsieur ha gi
Piangeva Ezio come morto e glielo rendevano vivo, ma cieco: non sepolto morto nella terra, ma sepolto vivo nelle tenebre, Era una scoperta orribile, da togliere ogni virtù: ma dopo aver dissipato con un atto materiale delle mani la nebbia che le ingombrava la vista, tornò in sè stessa per non so qual forza riposta, si alzò e chiese con voce subitamente rinvigorita: Sapete se essi intendevano di tornare a casa?
Ogni volta che venivano chiamati per gli esercizii, Frida piangeva, e nascondendo la sua testina sulle spalle del fratello diceva: Non voglio.
Ieri sera, tardi: piangeva, si disperava, voleva fuggire, correre a casa vostra! Voleva che io venissi a cercarvi, a chiamarvi! Era in uno stato da far piet
Passò nella sua camera, indossò la veste talare, prese il berretto e ritornò nella saletta. Il convoglio funebre era ancora in cammino, egli aveva un istante di tempo. Si accostò alla Cristina che piangeva sempre, e con quella voce tenera e profonda, che a lei faceva tanto bene, le disse: Non piangere più. Tuo padre è tranquillo adesso. Dio gli ha perdonato.
La notte insonne, le emozioni provate in poche ore avevano lasciato sul volto delicato della giovane traccie spiccate. Roberto si accorse che anche Lina piangeva. Che cosa era dunque accaduto? Che c'è? domandò a Lina con voce sommessa. Immense disgrazie! costei rispose angosciata. I più lugubri presentimenti si succedevano nell'animo di Roberto.
Lalla inginocchiata, piangeva sempre, nascondendo la faccia nelle vesti di sua madre che, rigida e stecchita, nascosta dietro la tendina, non respirava, non viveva altro che per gli occhi, intenti in quell'uomo, sempre immobile laggiù, fra le colonne della chiesa. Era stata lei che aveva consigliato al Vharè di uscire.
Appese alla sua culla la medaglia di mia madre come una benedizione della povera nonna morta, e quando piangeva le cantava subito la ninna nanna per farla dormire. Quando dopo un lungo sonno la bimba apriva i suoi occhietti, incontrava subito lo sguardo e il sorriso di sua madre che sorvegliava il suo riposo e aspettava che si svegliasse.
Mi hai reso molto felice. Tom.» ... Questi erano i ricordi di Valeria, mentre camminava nel mite sole inglese, e piangeva amaramente sotto l'ala del vecchio cappello di Edith.
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