«Confiderò, poichè null'altro rimane a fareriprese l'ammalato, e peritoso si accostava alle labbra il Crocifisso. «Io lo rammento, come se fosse adessoseguendo la storia favellava Roberto, «però che io le stava vicino quando si prostrò avanti l'altare; tremava di un brivido fitto fitto, che poteva sfuggire a sguardi meno curiosi, o meno amanti dei miei; la grimpa nunziale stellata d'oro le copriva il volto, pure son certo ch'ella piangesse; il seno le si gonfiava sotto le vesti di tanto in tanto, che sembrava volesse spezzarle; tuttavia non si ascoltava un gemito, ma un lungo respirare, come fa il palombaro¹ allorchè prende aria innanzi d'immergersi nell'acqua: la maldicenza avrebbe potuto trovare il suo fianco un po' più rotondetto che a vergine non si convenisse.... forse travidi.... in quel punto sospettai così. Eravamo giunti al terribile momento nel quale il sacerdote chiede dai genuflessi il sacrifizio delle passioni, dei pensieri, dei sospiri, in prò d'una sola creatura nel mondo; nel quale stringe le anime con la catena, di cui il capo tiene in mano la morte; aperse il velo, e guardò il padre, e il padre lei.... Santa Vergine! quali sguardi! quello della Spina parve il trepidante aleggiare di rondine caduta dal nido prima di aver messo le penne, cupido di vedere, e pure pauroso d'incontrare l'oggetto della sua ricerca; svelava una rassegnazione disperata di perdita più che terrena, chiedeva piet

Ella ebbe un sorriso così profondo, così enigmatico che lo scosse. Poi, tacquero. Passò del tempo, così. Confusamente, ogni tanto, nella mite e intima delizia di quella solitudine, di quella vicinanza, ella sentiva tremare, talvolta, nella sua, la mano di Massimo; e talvolta, sentiva il respiro di lui affannarsi. Allora levava le palpebre a guardarlo: lo trovava intento a fissare il suo volto, intensamente, con tale un ardore concentrato di visione e di attenzione, che non aveva ella mai scorto. Il tempo passava, sulle loro teste vicine, sulle mani dalle dita intrecciate, immobilizzati in quell'atteggiamento. E ad essa sembrava d'immergersi in un sogno lungo, senza fine, che ricominciava sempre dal principio, dove passavano sulle sue mani dei baci leggieri come un soffio, dove carezzava i suoi capelli una mano molle e lenta, dove un acuto profumo di fiori che si appassivano, le saliva al cervello, dove una voce ripeteva il suo nome, sempre, con la profondit