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Aggiornato: 24 ottobre 2025


Si fermò davanti alla porta chiusa della camera di Anne-Marie. Sporse tremando la mano e aprì l'uscio... Vuota, vuota la chiara stanza ridente!... Sul letto giaceva, socchiusa, una cassetta da violino: era il Guarnerius del Gesù, abbandonato nella sua piccola cassa da morto. Nancy si guardò intorno, disperata e convulsa. Dalla parete le sorrideva Fräulein, morta a Parigi qualche anno prima.

Poi, prima di osarlo, si lasciò cadere in ginocchio sul gradino coperto di neve, e congiunse in puerile gesto di preghiera le mani: Signore, fate ch'io trovi Anne-Marie sana e felice! Così sia.

Teneva ancora lo sguardo fisso su Anne-Marie. Chi è? mormorò scotendo la grigia testa tremula. Chi abbiamo qui? Che sia Paganini!... Se fosse Mozart? Spero che sia Mozart. Si volse all'assistente che dalla fine della Romanza era rimasto immobile al pianoforte, coi gomiti sulla tastiera e la faccia tra le mani: Bertolini! Che ne dici tu? Chi è davanti a noi in questo involucro?

E Iddio anche allora aveva ascoltato la preghiera: perchè Anne-Marie suonava grandiosamente, soavemente, senza neppur sognare che potesse aver bisogno d'aiuto! Nancy sedeva nel palco, rigida e atterrita come sempre; come sempre pietrificata di paura, aspettando che i tranquilli occhi di Anne-Marie si volgessero in giro per l'uditorio, vagando di palco in palco, in cerca di lei. Ecco!

Nancy lo seguì, con Anne-Marie aggrappata alle sue gonne. Appiè della scalinata sedeva una donna con una cesta di aranci, e ne profferse a Nancy. Ma Nancy disse: «non, merci», e proseguì frettolosa. Ma Anne-Marie voleva un'arancia. Era stanca, e aveva fame, e si mise a piangere. Allora Nancy tornò indietro e comprò un'arancia. Poi, presa in braccio la piccina, si affrettò su per i gradini dietro al gi

Poi balzava in piedi, febbrile, al pensiero che domani a quest'ora il battello partiva. L'indomani mattina alle dieci arrivò Fräulein, commossa e agitata al pensiero di condur via la bambina. Portava in braccio un piccolo foxterrier, un regalo per Anne-Marie, «perchè non piangesse»! Perchè dovrei piangere? chiese Anne-Marie, colla durezza propria alla sua tenera et

Anne-Marie lo guardò, seria... Nino sentiva nella sua mano il tepore di quella piccola mano imprigionata. Dunque, sentiamo: quando è domani, Anne-Marie? Anne-Marie lo guardò, grave e concentrata. Domani disse è quando... domani è quando mi daranno sempre tutto quello che voglio. Ahi, che giornata lontana! disse Nancy, ridendo. Molto lontana! disse la nonna. Molto lontana, fece eco la bimba.

Perchè è la Gran Bretagna? chiedeva Anne-Marie distratta, guardando fuori dalla finestra. E Fräulein, molto depressa, diceva a Nancy: No, no. La tua figlia non è niente affatto un genio. Un giorno George e Peg vennero a trovar Nancy nella pensione di Lexington Avenue. Condussero con loro anche il signor Markowski, timido e unto, col suo violino.

Nancy sedette sul letto e strinse al cuore la piccola testa morbida e arruffata. Ti spiegherò domani, disse. E tu non devi ascoltare ciò che si dice nella stanza vicina. Non è una cosa leale. Cosa vuol dire leale? Onesto, disse Nancy. E dopo una lunga spiegazione su ciò che è e ciò che non è onesto, Nancy la baciò e le diede la buona notte. Buona notte, disse Anne-Marie.

E tre giorni dopo, Nancy e Anne-Marie si recarono a stare con lei per una quindicina di giorni. Che genere di educazione hai dato alla tua bambina? chiese la vecchia governante, alla chiusa della prima giornata tutta di miracolose scoperte per Anne-Marie. Ora Anne-Marie era a letto, e Fräulein era sola con Nancy, da basso nel salottino illuminato.

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