Pareva che il lamentìo sommesso della schiatta si fosse impersonato nell'avolo, un vecchio d'ottantatrè anni, curvo e disseccato; il quale non moveva piede, non si poneva a sedere, non girava lo sguardo, non s'appoggiava alla lunga canna, senza trarre dal petto concavo un lagno querulo e abitudinario.

Sancio non udiva forse più. Al bruciore caustico del vescicante su la nuca, egli scoteva di tratto in tratto il dorso, e piegava la testa in basso, con un lamentio fievole. La lingua, ritirata fra i denti, violacea, quasi anzi nerastra, aveva gi

Io non amo nessuna donna, o signora, egli concludeva gelidamente. Neanche me? Neanche voi. Peccato, peccato, peccato! mormorava ella, pianissimo, lamentandosi come un bimbo malato. Anch'egli era pallido, udendo quel sommesso lamentio, che deplorava l'aridit

Alcuni romori salivan dal paese: il grido di qualche rivendugliolo, lo schioccar delle fruste, il lamentio d'uno zufolo stonato; così fievoli tutti, vaganti nel grande spazio, che la lontananza pareva maggiore.

In quell'istante supremo aveva trovato anche quell'altro coraggio che in vita gli era sempre mancato; quello di affrontare l'avarizia muta della signora Angelica e della signora Rosina, che inginocchiate a pie' del letto singhiozzavano sulle avemarie del Rosario, mentre le campane suonavano i rintocchi mesti dell'Angelus, mentre da tutta la casa, da tutta la strada piena di gente, saliva al suo cuore, ultimo saluto di pace e di speranza, il lamentìo sommesso dei Pater e delle Ave.