Chiuso in carcere, e calafatata ogni fessura donde non che la voce, ma il fumo non uscisse, la canatterìa dei moderati incominciò la sozza, e rea persecuzione delle calunnie che o non mai fu vista più oscena al mondo, o che se mai venne superata la superarono i moderati adesso. Patria, Corriere, Italia, tutti addosso; e questo due volte per opera, e virtù del signor Giorgino; che a lacerare un meschino sotto giudice, pendente il giudizio, non isveniva; a corrompere la mente del giudice, a pervertire la opinione pubblica e gittarla come calce viva sul misero col frenello alla bocca non isveniva il Giorgino; bensì sveniva sponendo il voto dell'Assemblea toscana di unirsi al Piemonte dove non parve ci fosse materia di svenimento davvero; non è egli tenerone di fibra il signor Giorgino? Sapete voi come queste diavolerie si conchiudessero? Non volendo il Guerrazzi uscire di prigione se non erano solennemente smentite dal Governo le calunnie, il Granduca nel 22 marzo 1848 emanò un rescritto col quale, dopo avere detto, che gli atti obiettati al Guerrazzi si riducevano ad una preordinazione per ispingere possibilmente verso una meta cui le sopravvenute mutazioni in Italia hanno a noi permesso di prevenire senza pericolo del nostro popolo sopprimeva il processo. Certo non ci era pericolo che per simili misfatti si mettesse a repentaglio di andare prigione un moderato! Intanto ciò conferma la verit