Ci eravamo sposati per amore; amavo Lucia con tenerezza paterna ho dieci anni più di lei! E poi!... Aveva confessato; mi s'era buttata ai piedi implorando: Perdonami!... o ammazzami! Sembrava una pazza.. La presi tra le braccia.. la baciai... e le perdonai! E l'ingrata ha ricominciato? lo interruppi.

Vorrei che vi valeste di quei consigli con li quali consigliate gli amici vostri. PANDOLFO. «Sempre fu grand'abondanza di consiglieri e carestia d'aiuti». Vorrei piú tosto che mi escusasti che reprendesti: vo' aiuto e non consiglio. Se vuoi consigliarmi, ammazzami e finiscila presto: tanto è possibile lasciare questo capriccio quanto me stesso. In somma Artemisia....

ESSANDRO. E l'altro mezzo assai peggio che vivo, anzi son morto tutto, e non ci è altro di vivo che il core, capace e pieno d'infiniti dolori. MORFEO. Siete forse stato in cucina, ché il fumo vi fa piangere? ESSANDRO. Voi ridete, ché non avete ancora inteso il vostro male. PANURGO. M'uccidete tacendo. ESSANDRO. Vuoi farmi un piacere, e te n'arò molto obligo? PANURGO. Voglio. ESSANDRO. Ammazzami.

Ma quando si sentì abbrancare alla vita, e vide la mia mano levata nell'aria come una scure, mi si lasciò sdrucciolare a' piedi. Ammazzami! soffiò. E dette in uno scoppio di pianto. Come l'assassino dopo vibrato il colpo nell'ombra, ero fuggito.

Reggetevi con maturo consiglio: bisogna dar fine all'ostinazione; e nelle cose impossibili far buon cuore e abbandonar l'impresa, e prender una risoluzione tanto onorata quanto necessaria. DON FLAMINIO. Panimbolo, se sei cosí di vile animo, non avilir e spaventar l'animo mio: se pensi rimovermi da bella impresa, ammazzami prima.