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Aggiornato: 29 ottobre 2026
Ma, dopo ch'egli s'era scostato dagl'imitatori per accostarsi, com'egli canta, "ai prischi sommi," la poca gloria poetica non bastava più alla sua giovanile ambizione, aut Caesar, aut nihil; anche il nostro pensava dunque fra sè, dopo avere conosciuto il Pindaro Lebrun, o Pindaro, o Dante, o Manzoni; e, dopo avere lodato il primo, si velava sotto la figura del secondo; per avere il diritto di ascoltare il glorioso discorso delle Muse.
Un impaccio! lo credo bene. Ma io ho cercato sempre di non esserlo per nessuno; figuriamoci poi per una donna, mentre appunto colle donne bisogna trattare da pari a pari e colla massima delicatezza. Io l'ho sempre intesa così e questo è il mio carattere. Aut Caesar, aut nihil.
«Ne bona hæc propinquis ipsorum, aut affinibus quantumvis bonis et catholicis aut alia quavis ratione perveniant.»
E da qui nasce che Aristotile, dopo aver pronunziato francamente che «nummus omnia metitur» e che «pecuniae obediunt omnia», soggiunge poco dopo ch'era necessario per l'umano commercio «ut una re aliqua ponderanda et aestimanda essent omnia, idque revera indigentia est, qua omnia continentur»; e ne rende la ragione ben evidente: «Etenim, si nullo egerent homines, aut non eodem modo profecto, aut nullum, aut certe non idem pactum conventumque intercederet». Se di nulla abbisognassero gli uomini, se nulla disiderassero, quali contratti si farebbero?