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Ne ero certo, esclamò il duca ma è troppo giusto; voi, caro direttore, non dovete credere soltanto a me, non dovete prestare cieca fede alle mie parole. no e poi no; ci dovete veder dentro coi vostri occhi. A questo punto il Frascolini, che degli occhi ne aveva uno solo, diventò rosso visibilmente, e l'altro si accorse d'averla detta grossa; ma tuttavia al duca d'Eleda non mancava lo spirito, e tirò innanzi diritto senza interrompersi e senza nemmeno tentare di correggersi. Pregò il caro direttore a voler ritornare la sera di quello stesso giorno, alle nove. Avrebbe trovato gli altri membri della Giunta e così, dedicando al loro nuovo progetto un maturo e coscienzioso esame, egli avrebbe veduto se non fosse stato il caso, invece di combatterlo, di appoggiarlo. Borghignano, concluse poi, accompagnando l'egregio amico verso l'uscio del salotto, Borghignano attraversa un periodo molto grave. Se io fossi un egoista, dovrei desiderare una maggioranza sfavorevole. Sicuro! Ho bisogno di riposo; mia moglie sta sempre poco bene e poi... e poi sono trent'anni, capite, caro Frascolini, sono trent'anni che combatto e che sto sulla breccia!... Se ne discorreva appunto anche l'altro giorno a Torino, col duca d'Aosta. La lotta, la battaglia non mi ha mai fatto paura. Anche trent'anni fa, vedete, io ero ritenuto un clericale; e allora, anche più d'adesso, e sapete perchè? Perchè sono sempre stato l'uomo dell'ordine, della prudenza, perchè ho predicato sempre, nella Camera e fuori piano piano, chi va piano va lontano! E, infatti, ditemelo una buona volta, francamente; se non c'era una maggioranza che votasse le guarentigie, credete voi che i Governi stranieri avrebbero accettato i fatti compiuti?... No!... Oh! bravo!... Che ci sia almeno un uomo del vostro valore che mi rende giustizia. Chi ama il proprio paese, deve sacrificarsi, sfidando l'impopolarit